Hai una stanza in più e voglia di compagnia?
Un sostegno economico potrebbe farti comodo?

Accogli in famiglia chi ha bisogno di te.

Progetto IESA

Arricchisci la tua esistenza di una esperienza unica migliorando la vita di chi ha bisogno di famiglia e normalità.

Hai una stanza in più e voglia di compagnia?
Un sostegno economico potrebbe farti comodo?

Accogli in famiglia chi ha bisogno di te.

Progetto IESA

Arricchisci la tua esistenza di una esperienza unica migliorando la vita di chi ha bisogno di famiglia e normalità.

PER FARE UN GESTO CONCRETO

Hai pensato più volte che avresti voluto fare qualcosa di concreto per aiutare qualcuno.

In questo momento il tuo gesto farebbe davvero la differenza per un’altra persona.

PER CRESCERE E IMPARARE

Ospitare una persona in difficoltà può rappresentare un’occasione importante di crescita e di cambiamento della routine quotidiana.

Accogliere chi ha bisogno di te sarà una esperienza arricchente ed unica.

PER AVERE COMPAGNIA

Hai sempre vissuto una vita dinamica in compagnia ma ora che i figli sono cresciuti la casa è un po’ vuota.

Accogliere nella propria casa significa anche avere qualcuno con cui condividere la quotidianità.

La famiglia è il primo nucleo sociale
nell’esperienza di ciascuno di noi.

Quotidianità, calore,
affetto e vicinanza.

Attraverso questi elementi indispensabili aiuterai una persona in momentanea difficoltà a stare meglio e riprendere in mano la propria vita.

Cos'è il progetto IESA?

L’Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti (IESA) è uno dei più straordinari progetti sociali a disposizione delle persone che soffrono di un disagio psichico

Lo IESA consiste nell’integrazione di persone in difficoltà presso famiglie disposte ad accoglierle in casa
propria, con l’ausilio di professionisti che accompagnano l’intero percorso.

Gli ospiti, che si trovano sempre in fasi non acute della malattia, vivendo la quotidianità di un nucleo familiare non cronicizzano e migliorano la propria vita.

Perché dovresti far parte del progetto?
Testimonianze reali di famiglie IESA

Inizialmente avevo dei dubbi nell’aprire casa mia a sconosciuti, ma avevo tempo libero e voglia di aiutare chi è in difficoltà per vari motivi.

La valutazione è positiva in quanto non mi sono mai sentita sola ma appoggiata e supportata da operatori disponibili 24h.  Solo non condivido in pieno la legge sulla privacy dell’ospite ma la subisco e accetto.

Com’è cambiata la mia vita? Oggi sono più aperta, più sociale e anche mio figlio ha accettato la mia scelta di ospitare persone che per un po’ e per motivi diversi frequentano casa nostra.

Avendo la mia ancora giovane età, tempo ed energie ho reputato soddisfacente e realizzante sapere di dare un contributo concreto a persone che ne hanno manifestato l’esigenza.

Prima di aderire al progetto IESA non avevo grandi dubbi, la scelta di aderire non e’ arrivata all’improvviso ma dopo lunghe riflessioni e confronti con il resto della famiglia. Il dubbio che mi era rimasto anche ad inizio percorso era l’impatto che poi la concretizzazione del progetto avrebbe portato all’interno delle quotidianità di casa e il modo in cui i miei figli avrebbero reagito.

La mia esperienza all’interno del percorso resta positiva nella valutazione complessiva. Poter contribuire ad un avvicinamento ad una stabilità di qualcuno che parte non avendone, è appagante. Anche con tutte le difficoltà e gli imprevisti che si incontrano giorno dopo giorno….il cercare e trovare soluzioni è un momento di crescita per tutti.

Del progetto ciò che apprezzo di più in assoluto è la presenza della figura dell’operatore di riferimento… persone eccezionali ed indispensabili che sono presenti ed estremamente disponibili

Sentivo la mancanza di un quotidiano condiviso familiarmente, pur non avendo mai sofferto la solitudine.

Prima di aderire al progetto IESA avevo qualche dubbio sulle modalità, che ho risolto grazie a informazioni puntuali. Ho apprezzato la possibilità di mettermi alla prova con i miei limiti, potendo contare sul confronto con il referente.

È una esperienza non sempre facile, ma comunque sempre arricchente. 

L’esperienza nel progetto IESA è stata un’ottima occasione di maturazione.

Prima di aderire al progetto IESA non avevo dubbi, ero esaurientemente informata: vivevo in una comunità di famiglie, conducendo un’esperienza di vicinato solidale. Non sentivo nessuna mancanza, ma ero disponibile a offrire accoglienza a chi fosse stato in una situazione di bisogno affettivo.

L’esperienza nel progetto IESA è stata un’ottima occasione di maturazione.
Ho apprezzato l’opportunità di “restare umana” pur dopo il ritiro dal mondo del lavoro.

La mia vita è cambiata in meglio perchè ogni persona che è passata dalla mia casa e ha condiviso un pezzo della sua vita con me indipendentemente dall’aiuto ricevuto mi ha aiutato a crescere.

Prima di aderire al progetto IESA non avevo dubbi, mi trovavo in una situazione rosea.

In particolare ho apprezzato l’idea della “rete”: una persona ha bisogno di più punti di riferimento su cui contare e il concetto di rete secondo me è tra i più importanti.

La mia esperienza è stata ottima, dopo 40 anni penso ancora sia la soluzione migliore. 

Tanti dubbi… nei confronti di mio figlio, che all’epoca era piccolo, ma anche su me stessa, sarei stata in grado? Avrei avuto problemi a separarmi e lasciare andare le persone ospitate?

La mia situazione famigliare era di due adulti, un bambino e una casa già piena di persone che venivano e non se ne andavano mai, quindi è nata in me l‘idea di accogliere anche qualcuno che ne avesse davvero bisogno.

L’esperienza nel progetto IESA è stata complessa, ma anche interessante e costruttiva. Sono passati talmente tanti anni da quando ho iniziato che non saprei più dire come è cambiata la mia vita, ma è cambiata davvero!

Ho apprezzato il fatto di mettersi continuamente in gioco, imparare dalle persone che si ospitano.
Il fatto di avere operatori di riferimento è molto importante perché ti fa sentire protetto e meno solo, soprattutto quando nascono problemi.

All’inizio forse avevo un minimo di ansia come ogni volta che si inizia di una nuova esperienza, ma mi trovavo in una situazione di serena tranquillità.

Valuto l’esperienza positivamente anche se molto diversa da ciò che immaginavo prima di cominciare.
L’ospitalità che ho offerto finora è stata saltuaria e concentrata soprattutto nei fine settimana, quindi un piccolo cambiamento di abitudini che non ha introdotto significative novità nella mia vita.

L’esperienza che viene dalla stretta convivenza con altre persone ha un valore altissimo: difficile e impegnativo, ma apre il personale angolo di visuale sul mondo molto di più di una normale relazione di amicizia o di lavoro; inoltre è un formidabile specchio, utile per la conoscenza di se stessi.

Ora ho più stimoli, preparo da mangiare volentieri assecondando i gusti di Rita e mi sento meno sola.

Prima di aderire al progetto IESA avevo timore che la relazione con l’utente fosse complicata.

Svolgevo una vita normale con mio marito che nel frattempo si è ammalato di demenza senile, sentivo mancanza dei figli, di mia nipote, che vivono fuori Barletta. Avendo avuto una vita molto dinamica con mio marito (lavoro, feste, viaggi) mi sentivo isolata e senza stimoli.

Valuto la mia esperienza nel progetto IESA positiva, bella. Ora ho più stimoli, preparo da mangiare volentieri assecondando i gusti di Rita e mi sento meno sola. Inoltre sono più soddisfatta perché aiuto una persona disagiata.

Aiuti qualcuno e
ricevi compagnia

Con il supporto di operatori professionisti l’accoglienza in una famiglia IESA stimola:

Alcune cose da sapere

Per permettere ad una persona in difficoltà di essere accolta in una
famiglia ed anche grazie a questo poter ripartire.
Per vivere un’esperienza unica ed arricchente.
Per ricevere un sostegno all’economia familiare grazie al rimborso spese mensile.

La famiglia può avere un qualsiasi numero di componenti. Anche i single possono divenire nuclei ospiti.
Ogni nucleo ospite ha caratteristiche uniche e questo per lo IESA è un valore.

Integra nuovamente nella società la persona che viene ospitata; allo stesso tempo offre a chi ospita una esperienza significativa, accompagnata dal supporto di professionisti e dal sostegno economico del rimborso spese.
Solitamente gli ospiti sono autosufficienti nell’assunzione dei farmaci ed un componente del nucleo ospite IESA si limita a monitorare questa attività, sempre in accordo con l’équipe di professionisti di riferimento. In molti casi non occorre neanche questo monitoraggio.
Per divenire un nucleo ospite IESA occorre effettuare un percorso di formazione organizzato dai servizi IESA, sulla base di programmi approvati dal Centro Esperto regionale.

Lo IESA nasce come intervento riabilitativo rivolto alla fragilità psichica. Grazie ai risultati molto incoraggianti si sta diffondendo anche come intervento rivolto ad altre fasce di persone, ad esempio anziani non autosufficienti e/o donne vittime di violenza. Il modello IESA può essere adattato a numerosi e diversi campi di applicazione.

Si, l’acronimo IESA significa appunto Inserimento (o Integrazione) Eterofamiliare Supportato di Adulti. Il nucleo ospite diviene parte di un progetto nel quale collaborano servizio pubblico, psicoterapeuta e/o psichiatra di riferimento ed una rete territoriale di altre famiglie ed operatori. Il principale supporto per il nucleo ospite sarà quello dell’operatore IESA dedicato al progetto (vedi punto 9 delle FAQ).

Sono possibili diversi tipi di ospitalità:
– breve durata: ad esempio un fine settimana;
– media durata: giornate ricorrenti oppure accoglienze di qualche mese;
– lunga durata: ospitalità che proseguono per uno o più anni.
Tutte e tre le possibilità sono ugualmente importanti per chi viene ospitato. Ogni famiglia sceglie quale è la formula più congeniale alle sue aspettative ed al suo tipo di vita. I progetti sono sempre individualizzati e “cuciti su misura” secondo le esigenze di ospitanti e ospitati.

L’operatore IESA passerà a trovarla con una periodicità che si stabilisce insieme, di solito si tratta di due incontri al mese presso l’abitazione del nucleo ospite. La progettualità verrà condotta anche attraverso contatti telefonici.
In caso di necessità di confronto e/o consiglio, l’operatore IESA rimane comunque disponibile al di là degli incontri prefissati.

Il rimborso delle spese previsto dalle delibere dell’asl To3, in cui opera il Centro Esperto Regionale, varia dai 1030 ai 1200 euro mensili in base al diverso grado di autonomia dell’ospite.

È possibile sia andare in vacanza con l’ospite, sia organizzare vacanze disgiunte.

Vuoi maggiori informazioni ? Siamo Qui per te.

Compila il modulo di contatto per essere ricontattato ed ottenere maggiori informazioni.

Alice nello Specchio s.c.s (AnS) nasce nel 1985.
La mission si basa sull’uso riabilitativo della relazione di aiuto.

Inizialmente Alice nello Specchio sviluppa due filoni di intervento: l’ippoterapia, nella quale persone con disabilità psico-fisiche entrano in un processo terapeutico grazie alla relazione guidata con i cavalli, e l’ospitalità eterofamiliare, ovverosia l’accoglienza di persone con disabilità psico-fisiche in nuclei ospiti composti da famiglie e/o single.

Nel 1996 Alice nello Specchio avvicina il modello IESA di Ravensburg che illumina le esperienze già in corso di ospitalità eterofamiliare. L’anno successivo Alice nello Specchio propone lo IESA nell’ambito delle attività volte al superamento dell’Ex Ospedale Psichiatrico di Collegno. Nasce il primo servizio IESA italiano, con il patrocinio del Comune di Collegno e la collaborazione con il Dipartimento Universitario dell’ASL 5. A seguito di ciò la regione Piemonte scrive nella DgR 357 le prime righe sullo IESA.

Nei successivi 25 anni Alice nello Specchio continua a proporre e perfezionare il modello IESA come strumento “recovery oriented” per intervenire sulla clinica attraverso il lavoro sulle relazioni che si sviluppano nel contesto di ospitalità. Per far questo  integra la propria esperienza con
l’utilizzo terapeutico di altre modalità di gestione domiciliare del disagio psichico, come Open Dialogue e Windhorse.

Con il sostegno di:

Le testimonianze presenti su questa pagina sono tratte dal lavoro di raccolta e analisi dati svolto nel 2020 da Alice nello Specchio s.c.s. all’interno del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino – Area 2. Ringraziamo i servizi IESA di tutta Italia, che hanno generosamente partecipato coinvolgendo i nuclei ospiti con i quali collaborano.

Parte delle immagini presenti su questa pagina sono ispirate al lavoro di ricerca e rappresentazione dello IESA condotto nel 2020 dal fotografo Aldo Giarelli, all’interno del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino – Area 2. L’illustrazione accanto al Form Contatti è tratta dalla foto di un nucleo ospite che collabora con Alice nello Specchio s.c.s. Nella penultima immagine troviamo il presidente di Alice nello Specchio s.c.s. con un ospite. L’ultima illustrazione rappresenta l’Housing Sociale San Pietro di La Contrada s.c.s. – WElfare CAntiere REgionale.

Cooperativa Sociale Alice nello Specchio – Via Montemagno 29, 10132 TORINO – P.IVA 04803940016